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Sperimentazione Geopolimero.

2018

Cliente

+Lab

Le crescenti emissioni di carbonio dovute all’industria del cemento e al settore edilizio rendono necessario sviluppare soluzioni tecnologiche innovative e sostenibili. Una valida alternativa alle tecniche edilizie tradizionali è il processo di stampa 3D tramite Liquid Deposition Modeling (LDM) unita a malte geopolimeriche. I geopolimeri sono materiali solidi inorganici, formati dalla reazione chimica di una polvere ricca di ossido di silicio e ossido di alluminio con un attivatore alcalino liquido. In ottica della potenziale applicazione in edilizia del materiale studiato e della tecnologia LDM, +LAB ha voluto provare la fattibilità della stampa di oggetti dalla forma complessa e con dimensioni importanti.

+LAB è il laboratorio di stampa 3D del Politecnico di Milano, con sede presso il Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica “Giulio Natta”. La sua attività è iniziata a Novembre 2013, e da allora Marinella Levi e i suoi ragazzi accolgono ogni giorno ingegneri, designer, ricercatori e makers, proponendo un approccio multidisciplinare alla stampa 3D dove ricerca, progettazione e didattica si fondono insieme per creare innovazione in ambito dei materiali e della tecnologia stessa.

Nel contesto del Progetto Europeo SaltGae, che si pone come obiettivo l'utilizzo di biomassa microalgale per la purificazione delle acque reflue industriali e la sua valorizzazione a fine vita, il +LAB ha studiato la possibilità di stampare in 3D geopolimeri additivati con microalghe a fine vita. La ricerca condotta ha evidenziato che l'aggiunta di microalghe riduce la viscosità del fluido, migliorando così il processo di stampa, senza ridurre le proprietà meccaniche.

Se miscelati correttamente con altri materiali, come l'argilla o la bentonite, i geopolimeri formano un fluido viscoso che può essere stampato in 3D. Il geopolimero reagisce a temperatura ambiente, senza richiedere un trattamento termico, necessario invece per le argille. Il materiale finale è un solido con proprietà simili a quelle del calcestruzzo, ma con una maggiore resistenza al calore e alle fiamme. Inoltre, i geopolimeri hanno un impatto ambientale meno severo rispetto alla pasta di cemento ed è possibile sostituire alcuni reagenti di partenza con materiali provenienti da rifiuti industriali o risorse rinnovabili.


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