
RAWABI
RAWABI: Biocompositi da scarti per architetture temporanee.
“RAWABI – Materia Imperfetta per Architetture Temporanee” nasce come progetto di tesi magistrale al Politecnico di Milano ed è il risultato della ricerca di Niccolò Lelli, sviluppata in collaborazione con Superforma.
All’interno del nostro studio, Niccolò ha potuto sperimentare liberamente tra materiali naturali, fabbricazione digitale e processi rigenerativi, unendo competenze di design, biologia e ingegneria dei materiali.
La tesi esplora il potenziale degli scarti agroalimentari locali – gusci d’uovo e lolla di riso – come risorse per creare bio-compositi biodegradabili e stampabili in 3D, destinati a architetture temporanee a ciclo chiuso. Un lavoro che si inserisce pienamente nella ricerca di Superforma sulla Fabbricazione Additiva: dove il design diventa strumento di rigenerazione, e la sperimentazione si fa cultura condivisa.

La Visione: Design Rigenerativo per l’Effimero
Gli allestimenti temporanei – fiere, pop-up, installazioni artistiche – generano un impatto ambientale sproporzionato rispetto al loro breve ciclo di vita. Si stima che l’80% di questi materiali finisca in discarica.
RAWABI affronta questa problematica applicando i principi del Design Rigenerativo e dell’Economia Circolare, trasformando gli scarti in risorse e offrendo un modello sostenibile e locale per l’architettura effimera. La ricerca di base su materiali non convenzionali e il loro potenziale è in linea con piattaforme come Future Materials Bank.


Il Processo:
Dallo Scarto alla Fabbricazione Digitale
I Bio-compositi RAWABI
Il progetto valorizza scarti agricoli e alimentari a basso valore, seguendo l’approccio del Material Driven Design (MDD), metodologia sviluppata in ambito accademico.
Gusci d’uovo:
scelto per la sua rigidità strutturale, contiene circa il 95% di Carbonato di Calcio, agendo da eccellente riempitivo.
Lolla di riso:
leggera, porosa e ricca di silice amorfa, conferisce resistenza meccanica e proprietà idrofobiche cruciali.
Matrice:
questi materiali sono legati da una matrice organica di amidi naturali, garantendo la biodegradabilità completa.



L’Innovazione nella Stampa 3D LDM
La trasformazione del biocomposito in un sistema costruttivo è avvenuta grazie all’adattamento della Stampa 3D LDM (Liquid Deposition Modeling).
Tecnologia e Adattamento
La sperimentazione è stata condotta con la stampante Delta WASP 40100 (produttore: WASP). Per gestire la coesione di un impasto organico, è stata necessaria l’ottimizzazione di percorsi macchina in Grasshopper (spiral mode).
Contrasto alle Criticità
È stato implementato l’uso di un Dryer Tool plug-in per accelerare l’asciugatura dei layer, un accorgimento tecnico fondamentale per i biocompositi freschi.
Performance
Il materiale ha dimostrato capacità di gestire overhang fino a 30°, un risultato notevole per questo tipo di composito.
Una volta asciutto, la sua composizione lo rende compatibile con lavorazioni secondarie standard: test in studio hanno confermato la possibilità di eseguire con successo foratura, levigatura e laser engraving. Questo amplia il potenziale di integrazione del modulo in progetti ibridi.


Il Modulo RAWABI:
Ciclo Chiuso e Wabi-Sabi
Il prodotto finale è un sistema modulare di bio-componenti (bio-brick), plasmato su un’estetica che celebra l’imperfezione: RAWABI (RAW + Wabi-Sabi).
L’Estetica e la Funzione
La texture grezza e autentica è un valore estetico e culturale, visibile espressione della trasparenza e dell’origine materica del componente. I moduli sono progettati per essere montati e smontati rapidamente tramite impilazione su guide metalliche, garantendo il riutilizzo.
Il Vantaggio B2B:
Fine Vita Rigenerativo
A fine vita, il modulo può essere disciolto in acqua. Questa operazione riduce l’ingombro del rifiuto del 75-80%. Il residuo è restituito alla biosfera come ammendante/nutriente (rilasciando calcio e silice), chiudendo il ciclo in modo positivo.
RAWABI non è solo un prototipo di mattoni, ma la dimostrazione che la materia diventa co-autrice del progetto, uscendo dalla logica di un materiale passivo. Una materia “imperfetta” che genera bellezza, innovazione e rigenerazione, offrendo al settore B2B un modello per azzerare l’impatto degli allestimenti effimeri e restituendo valore al territorio.

Materia Imperfetta:
Il Futuro del Design Costruttivo
RAWABI non è solo un prototipo di mattoni, ma la dimostrazione che la materia diventa co-autrice del progetto, uscendo dalla logica di un materiale passivo. Una materia “imperfetta” che genera bellezza, innovazione e rigenerazione, offrendo al settore B2B un modello per azzerare l’impatto degli allestimenti effimeri e restituendo valore al territorio.
